Due giorni dopo mia suocera morì.
Un modesto calo… apparentemente.
Il giorno della lettura del testamento, Léa si presentò vestita di nero, calma e sicura di sé. Aveva ereditato tutto: l’appartamento, i risparmi, i gioielli, i mobili. Poi l’avvocato si rivolse a me.
Mi ha dato solo una cosa:
vecchia pianta in vaso.
Niente soldi. Niente oggetti di valore. Solo quella pianta che se ne stava sempre lì, silenziosa, nell’angolo del soggiorno. Stranamente, non provavo né rabbia né risentimento. Me ne prendevo cura da anni, annaffiandola, potandola, a volte parlandole quando la solitudine diventava insopportabile. Era praticamente parte della mia vita.
Léa, però, non si è lasciata sfuggire l’occasione per prendermi in giro.
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