Farmaci come il diazepam (Valium), l’alprazolam (Xanax) e lo zolpidem (Ambien), prescritti per ansia e insonnia, sono destinati a un uso a breve termine. Essi potenziano l’effetto del GABA, il principale neurotrasmettitore calmante del cervello.
- Impatto a lungo termine: l’uso cronico rallenta in modo sostanziale il sistema nervoso centrale . Può alterare l’architettura del sonno profondo, essenziale per il consolidamento della memoria, ed è stato costantemente associato, in ampi studi, a un aumento del rischio di demenza. Questi farmaci non sono generalmente raccomandati per un uso prolungato negli anziani a causa dei rischi cognitivi e di cadute.
3. Inibitori della pompa protonica (IPP)
Ampiamente utilizzati per il reflusso acido e il bruciore di stomaco, gli inibitori della pompa protonica (IPP) come l’omeprazolo (Prilosec) e l’esomeprazolo (Nexium) riducono la produzione di acido gastrico. Il legame con il declino cognitivo è indiretto ma preoccupante.
- Meccanismi proposti:
- Malassorbimento di nutrienti: l’acido gastrico è fondamentale per l’assorbimento della vitamina B12 e del magnesio. L’uso prolungato di inibitori della pompa protonica (IPP) può portare a carenze di questi nutrienti, cause ben note di deterioramento cognitivo reversibile e danni ai nervi.
- Alterazione dell’asse intestino-cervello: modificando l’ambiente intestinale, gli inibitori della pompa protonica (IPP) possono avere un impatto negativo sul microbiota, che è strettamente legato alla salute del cervello e all’infiammazione.
Proteggere la salute cognitiva: un approccio proattivo
La buona notizia è che il rischio cognitivo correlato ai farmaci è spesso gestibile e reversibile. Assumere un ruolo proattivo nella propria assistenza sanitaria è la migliore difesa.
1. Gestione aggressiva della terapia farmacologica
- Programma una revisione dei farmaci: incontra regolarmente il tuo medico di base o il farmacista per una revisione completa e informale di tutti i farmaci e gli integratori che assumi.
- Accogliete con favore la riduzione della politerapia: ponetevi una domanda cruciale: “Possiamo ridurre il dosaggio o interrompere l’assunzione di qualcuno di questi farmaci?”. La riduzione della politerapia è un processo sicuro e supervisionato per eliminare i farmaci non necessari o dannosi.
2. Esplora alternative non farmacologiche
Per molte patologie croniche esistono trattamenti non farmacologici efficaci che non comportano alcun rischio cognitivo:
- Insonnia e ansia: la terapia cognitivo-comportamentale (CBT-I e CBT generale) è una soluzione a lungo termine altamente efficace.
- Dolore cronico: la fisioterapia, l’agopuntura e l’esercizio fisico regolare possono gestire il dolore senza ricorrere a sedativi o a complesse combinazioni di farmaci.
- Bruciore di stomaco/Reflusso: Modifiche dello stile di vita e dell’alimentazione, come ad esempio cambiare la dieta, variare gli orari dei pasti e sollevare la testata del letto, spesso riducono la necessità di un uso prolungato di inibitori della pompa protonica (IPP).
3. Adotta uno stile di vita che favorisca la salute del cervello.
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